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Approfondimenti sugli aspetti dell’anomalia italiana: articoli e commenti sui temi società, scuola, storia, cultura, educazione, diritto, ambiente, politica, razzismo, miti e leggende.
Anomalia italiana, o come vincere con le frodi la bravura: la storia di un popolo che, barricandosi dietro il mito di una diversità inventata, ha nascosto, e continua a nascondere, le pagine più buie di una storia iniziata secoli fa.
Anomalia italiana, l’illusione incrollabile di sapere: … l’emarginazione del merito è un fenomeno che in una società "avversa alla ragione" riguarda tutti coloro che non si apprestano ad assecondare l’opinione corrente, ovvero il malcostume condiviso "consciamente o inconsciamente" da una maggioranza della popolazione, propensa a premiare i peggiori per semplice interesse o anche solo per eludere un dovere. E’ una sorta di "razzismo spontaneo o mobbing popolare", diffuso ovunque nella penisola, che fa da corollario al "bisogno istintivo" di proteggere valori falsati dall’irrazionalità o credenze e usanze della propria comunità "minacciati" dalla razionalità. L’emarginazione della ragione è stato per secoli lo strumento primario di autodifesa per eccellenza, la risposta "popolare" ai non-allineati, che ha fatto emigrare i migliori in altre terre, impoverendo la nazione non solo culturalmente ma anche economicamente …
Sono ancora fin troppo fresche le famose parole del Principe di Salina a Chevalley:
"Caro Chevalley: i Siciliani non vorranno mai migliorare per la semplice ragione che credono di essere perfetti: la loro vanità è più forte della loro miseria; ogni intromissione di estranei sia per origine sia anche, se si tratta di Siciliani, per indipendenza di spirito, sconvolge il loro vaneggiare di raggiunta compiutezza, rischia di turbare la loro compiaciuta attesa del nulla; calpestati da una diecina di popoli differenti essi credono di avere un passato imperiale che dà loro diritto a funerali sontuosi."
Aristotele, Il principio di non contraddizione (Traduzione di Emanuele Severino):
"Forse Aristotele dice una cosa semplice in modo complicato. O forse non siamo più abituati noi a ragionare di queste cose. Ma non è forse vero che una delle principali vittime del nostro tempo è il principio di non contraddizione? E non sarà forse per questo motivo, unito ad una crescente mancanza di sincerità ed eccesso di paura e insicurezza, che non si riesce più a discutere di nulla?"
Conseguenze della negazione del principio di non contraddizione (Alfonso Fuggetta):
"È impossibile che la stessa cosa convenga e insieme non convenga ad una stessa cosa e per il medesimo rispetto (e si aggiungano tutte le determinazioni opportune, affinché siano evitate difficoltà di indole discorsiva). Infatti, è impossibile che uno stesso creda, ad un tempo, che la stessa cosa sia e non sia. Evidentemente, con un tale interlocutore, uno che nega il principio di non contraddizione, non si può discutere di nulla, perché è lui a non dir nulla: non dice che le cose stanno così o non così, ma che stanno così e insieme non così, e poi, negando daccapo questi due asserti, che non stanno né così né non così."
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Qualche motto tanto per capirci meglio:
- Alla prima si perdona, alla seconda si bastona.
- Chi non rammenda un piccolo buco ripara un grande buco.
- L’Amore e la Fede dall’opera si vede.
- Ich bin ein Berliner.
Confucio:
- Sapere cosa è giusto e non farlo è codardia.
- Studia il passato se vuoi prevedere il futuro.
- Il nucleo della conoscenza è questo: se la possiedi, applicala; se non la possiedi, confessa la tua ignoranza.
- L’ignoranza è la notte della mente, ma una notte senza luna né stelle.
- Belle parole e una vistosa apparenza raramente sono associate alla vera virtù.
- L’uomo superiore comprende ciò che è giusto, l’uomo inferiore ciò che vende.
- L’uomo superiore è modesto nelle parole, ed eccede nelle azioni.
- Un uomo che ha commesso un errore e non lo ha riparato, ha commesso un altro errore.
Machiavelli:
… e perché sono di tre generazione cervelli, l’uno intende da sé, l’altro discerne quello che altri intende, el terzo non intende né sé né altri, quel primo è eccellentissimo, el secondo eccellente, el terzo inutile …
Tutto qui. Se ci siete, bussate, altrimenti pace.

Hugo Kolion
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Ferrari, l’Italia che vorrei …
Non esiste l’eguaglianza al traguardo, ma solo ai blocchi di partenza. Chi ottiene i risultati migliori non è costretto a redistribuire i suoi trofei con gli ultimi arrivati, con i lavativi che non si sono allenati, che si sono rifiutati di gareggiare. Tutti possono partecipare, ognuno può scegliere lo sport più adatto alle proprie caratteristiche, ma ogni squadra è libera di far giocare solo i più bravi, di premiarli e di allontanare gli incapaci, quelli che non si impegnano, che non sono portati, che non si amalgamano col resto del gruppo, che non rispettano i concorrenti e i colleghi …